Ciao!
Per cominciare, penso sia interessante condividere con voi quali sono le 5 cose su cui vorremmo non aver buttato i nostri soldi prima di diventare genitori.
Sì, sì, alcuni punti forse sono un po’ controversi, ma non intendo assolutamente dire che queste cose siano IL MALE.
Quelle che seguono sono oggetti che abbiamo acquistato / ci siamo fatti regalare per poi lasciarle lì a prendere polvere. Alcune sono risultate completamente inutili, per altre abbiamo trovato alternative migliori, magari più efficienti, o meno costose.
Beh, cominciamo.
- Borsa a tracolla per il cambio. Questa è un classico. Ne abbiamo due, una era di mio fratello ed una era nella scatola del Trio Cam, e ne troverete una in ogni trio o carrozzina. Solitamente si intonano col resto del bolide, e spesso la tracolla si può agganciare in qualche modo al passeggino.
Problemi:
-spesso la divisione interna degli spazi lascia un po’ a desiderare. Non so voi, ma per me non ci sono mai abbastanza scomparti;
-sì, è bellissimo avere queste borsone enormi in cui mettere tutto: pannolini, salviettine umide, salviettine disinfettanti, telo impermeabile, cambio per il bebè, fantastico.
Ma trasportare tutte queste cose, tutti i giorni, più volte al giorno, a tracolla non è possibile. La vostra schiena vi chiederà pietà e non vorrete più uscire di casa (no, non ci vado a fare spesa, tesoro. Stasera possiamo mangiare la buccia delle pere e quei bei biscotti stantii che volevamo buttar via).
Soluzione: esistono dei bellissimi zaini per il cambio, pieni di tasche e taschine, fatti in maniera da distribuire meglio il peso (della maternità, letteralmente) e pensati per essere facilmente agganciabili a qualsiasi passeggino.
- Set pappa. Lasciate che vi spieghi. Non è che mia figlia non faccia la pappa (la fa, eccome). I normali set pappa, però, non sono altro che imitazioni di stoviglie in plastica. E non me ne abbiano le aziende produttrici, del resto l’intenzione è proprio quella: riprodurre le stoviglie in un formato non pericoloso per i piccoli e che non si frantumi ad ogni inevitabile manata.
Problemi:
-finché siete voi ad imboccare il pupo, potete benissimo usare piatti normali. Tra l’altro, sulla ceramica la pappa si fredda prima e così evitiamo ustioni (a M. non interessa un fico secco che la pappa sia fredda, ma si turba se deve aspettare due millesimi di secondo mentre qualcuno - io - soffia sul cucchiaino).
-quando il pupo è un pupotto e vuol mangiare da solo, un carinissimo piatto di plastica, bello leggero, diventa un velocissimo freesbee pieno di pappa. E abbiate pazienza, posso sopportare facilmente qualche cucchiaino di pappa da buttare, ma un piatto a pasto mi sembra eccessivo.
Soluzione: esistono dei carinissimi piatti con ventosa incorporata che si attaccano al tavolo. Il bimbo non li può scaraventare da un lato all’altro della stanza e può esercitarsi quanto vuole a mangiare da solo.
- Box. Non vi farò i soliti discorsi sull’importanza della libertà, dell’indipendenza e così via - discorsi che mi trovano moderatamente d’accordo. La verità è che se anche voi avete un lavoro, un marito, faccende da sbrigare, un altro figlio, avere uno spazio chiuso e sicuro in cui lasciare vostro figlio è di vitale importanza.
Noi il box l’avevamo messo proprio sulla lista nascita, quindi mio fratello ce ne ha regalato uno prima che M. nascesse, figuriamoci.
Oggi vi dico che è una spesa che avremmo potuto evitargli:
-prima che il bebé inizi a gattonare, e in alcuni casi anche per un po’ di tempo dopo, un tappetone di gommapiuma foderato (che ci ha regalato sempre il mio provvidenziale fratello), srotolato in una zona che sia sicura (niente prese scoperte, cavi in giro, coltelli per terra, bottiglie di acido muriatico sui davanzali) è sufficiente;
-se state svolgendo un lavoro particolarmente pericoloso o dovete allontanarvi un attimo e vorreste essere assolutamente certe di ritrovare la luce dei vostri occhi esattamente dove l’avevate lasciata, un lettino da campeggio, che probabilmente comprereste comunque, è equivalente ad un box.
Anzi, siccome di solito i lettini sono rettangolari, mentre ultimamente i box sono sempre più grandi e quadrati, sarà più facile per voi spostarlo da una stanza all’altra. (Il nostro box Chicco non passa attraverso la porta, no.)
Soluzioni:
-tappeto di gommapiuma (solo o con recinto - io, figlia di veterinari, nel mio recinto Chicco con le pecorelle disegnate, c’ho passato i momenti più belli della mia infanzia);
-lettino da campeggio.
- Zanzariera da culla. Non so che dirvi. Mai usata. E dire che praticamente viviamo sopra una palude. Comunque a me il pensiero di chiudere M. sotto quella rete mette ansia, mi fa mancare il respiro.
Lei probabilmente non se ne accorgerebbe neanche, ma io soffrirei tanto.
È vero che la maggior parte dei repellenti per insetti non vanno usati con i bambini piccoli, sotto i 2-3 anni (consultate la scatola)
Soluzioni:
-cerottini repellenti da mettere sulla culla (che puzzano terribilmente e purtroppo repellono anche i mariti). - Scarpine. Non so voi, ma appena ho scoperto di essere incinta uno dei primi pensieri è stato “piedini”. Non so cos’abbiano, i piedini dei neonati. Sarà che sono piccoli e cicciosi, sarà che qualsiasi scarpina sembra adorabile, anche quelle che in versione adulta non usereste neanche per andar a spalare letame.
La dura verità è questa:
-le probabilità che vostro figlio accetti l’idea di avere i piedi intrappolati in due involucri di cui non ha assolutamente bisogno e che - non importa quanto stringiate i laccini, mamme, no - sono così facili da togliere sono molto basse;
-alla fine di ogni passeggiata avrete una scarpina. L’altra, mi dispiace, è tra i sedili della macchina, sotto la ruota del passeggino, nella tasca di vostra zia, in bocca a chissà quale cane.
Soluzione:
-avete paura che i piedini del vostro tesoro si raffreddino? Calzini, mamme. Calzini, calzini, calzini.
Lasciate perdere e semplificatevi la vita, ché tra notti insonni e poppate ne avete bisogno. Anche il vostro bambino vi ringrazierà.
G.
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